Lenin su capitalismo e immigrazione operaia (1913)

Lenin si esprime con dati e considerazioni molto articolate su un tema che nel 2017 appare di stretta attualità. Molto stimolante, a distanza di oltre 100 anni, leggere l’opinione politica di uno dei padri del Bolscevismo. L’articolo è del 29 ottobre 2013 e fu pubblicato su Za Pravdu, n.22, poi apparso in Lenin, Opere Complete Vol. 19. La trascrizione è stata effettuata da Resistenze.org a cura di D.B.

Il capitalismo ha creato un tipo particolare di migrazione di popoli. I paesi che si sviluppano industrialmente in fretta, introducendo più macchine e soppiantando i paesi arretrati nel mercato mondiale, elevano il salario al di sopra della media e attirano gli operai salariati di quei Paesi.

Centinaia di migliaia di operai si spostano in questo modo per centinaia e migliaia di verste. Il capitalismo avanzato li assorbe violentemente nel suo vortice, li strappa dalle località sperdute, li fa partecipare al movimento storico mondiale, li mette faccia a faccia con la possente, unita classe internazionale degli industriali.

Non c’è dubbio che solo l’estrema povertà costringe gli uomini ad abbandonare la patria e che i capitalisti sfruttano nella maniera più disonesta gli operai immigrati. Ma solo i reazionari possono chiudere gli occhi sul significato progressivo di questa migrazione moderna dei popoli. La liberazione dall’oppressione del capitale non avviene e non può avvenire senza un ulteriore sviluppo del capitalismo, senza la lotta di classe sul terreno del capitalismo stesso. E proprio a questa lotta il capitalismo trascina le masse lavoratrici di tutto il mondo, spezzando il ristagno e l’arretratezza della vita locale, distruggendo le barriere e i pregiudizi nazionali, unendo gli operai di tutti i paesi nelle più grandi fabbriche e miniere dell’America, della Germania, ecc.

L’America è alla testa dei paesi che importano operai. Ecco i dati sul numero degli immigrati in America:

In dieci anni 1821 – 1830 99 mila
1831 – 1840 496
1841 – 1850 1.597
1851 – 1860 2.453
1861 – 1870 2.064
1871 – 1880 2.262
1881 – 1890 4.722
1891 – 1900 3.703
In nove anni 1901 – 1909 7.210

Lo sviluppo dell’emigrazione è enorme e aumenta sempre di più. In cinque anni, 1905 1909, in media in America sono immigrate più di un milione di persone all’anno (si tratta solo degli Stati Uniti).

E’ interessante inoltre il cambiamento subito dalla composizione degli immigrati (cioè di coloro che si stabiliscono in America). Fino al 1880 prevaleva la cosiddetta vecchia immigrazione, proveniente dai vecchi paesi civili, Inghilterra, Germania, in parte Svezia. Persino a tutto il 1890 l’Inghilterra e la Germania insieme hanno fornito più della metà di tutti gli immigrati.

Dal 1880 ha inizio uno sviluppo incredibilmente rapido della cosiddetta nuova immigrazione, proveniente dall’Europa orientale e meridionale, Austria, Italia e Russia, Questi tre paesi hanno fornito agli Stati uniti dell’America del Nord:

nel decennio 1871 – 1880 201 mila immigrati
1881 – 1890 927
1891 – 1900 1.847
nei nove anni 1901 – 1909 5.127

I paesi più arretrati del vecchio mondo, che più di tutti hanno conservato vestigia della servitù feudale in tutto il modo di vita, vengono, per così dire, sottoposti forzatamente a una scuola di civiltà.

Il capitalismo americano strappa milioni di operai dall’arretrata Europa orientale (Compresa la Russia, che ha fornito 594 mila immigrati negli anni 1891-1900 e 1.410 mila negli anni 1900-1909) dalla loro condizione semifeudale e li immette nelle file dell’esercito avanzato e internazionale del proletariato.

Hourwich, autore del libro inglese estremamente istruttivo L’immigrazione e il lavoro, uscito l’anno scorso fa un’interessante osservazione. Dopo la rivoluzione del 1905 il numero degli immigrati in America è particolarmente cresciuto (1905 ,1 milione; 1906, 1.2 milioni; 1907, 1.4 milioni; 1908-09, 1.9 milioni). Gli operai che avevano vissuto scioperi di ogni tipo in Russia, hanno portato anche in America lo spirito degli scioperi di massa, più coraggiosi e offensivi.

La Russia resta sempre più indietro, fornendo a paesi stranieri una parte dei suoi operai migliori; l’America va avanti sempre più rapidamente, attingendo da tutto il mondo la popolazione operaia più energica e atta al lavoro (nota*).

La Germania che avanza più o meno allo stesso ritmo dell’America, si trasforma da paese che fornisce gli operai, in paese che ne attira gli operai altrui. Il numero di immigrati in America dalla Germania, che aveva raggiunto la cifra di 1.453 mila nei dieci anni dal 1881 al 1890, è sceso fino a 310 mila nei nove anni dal 1901 al 1909. Il numero di operai stranieri in Germania era negli anni 1910-1911 di 695 mila, e negli anni 1911-1912 di 729 mila. Se osserviamo la distribuzione di questi ultimi in base alle occupazioni e ai paesi dai quali provengono, vediamo il seguente quadro:

Operai stranieri occupati in Germania negli anni 1911-1912 (migliaia)
Provenieza Agricoltura  Industria Totale
Russia 274 34 308
Austria 101 162 263
Altri paesi 22 135 157
Totale 397 331 728

Quanto più un paese è arretrato tanto più esso fornisce operai agricoli non istruiti, dei “manovali”. Le nazioni avanzate si impadroniscono, per così dire, delle occupazioni meglio pagate, lasciando ai paesi semibarbari quelle peggiori. L’Europa in generale (“gli altri paesi”) fornisce alla Germania 157 mila operai; fra essi di più di otto decimi (135 su 157) sono operai dell’industria. L’arretrata Austria ne fornisce solo i sei decimi (162 su 263). La Russia, il paese più arretrato, ne fornisce in tutto un decimo (34 su 308).

Dappertutto e in tutto la Russia viene così battuta per la sua arretratezza. Ma gli operai russi, in confronto al resto della popolazione cercano sempre più di uscire da questa arretratezza e barbarie, sempre più oppongono resistenza a queste “deliziose” caratteristiche della loro patria, sempre più strettamente si uniscono con gli operai di tutti i paesi in un’unica forza liberatrice mondiale.

La borghesia aizza gli operai di una nazione contro gli operai di un’altra, cercando di dividerli. Gli operai coscienti, comprendendo l’inevitabilità e il carattere progressivo della distruzione di tutte le barriere nazionali operata dal capitalismo, cercano di aiutare a illuminare e a organizzare i loro compagni dei paesi arretrati.

Note:
*) Oltre agli Stati Uniti anche gli altri stati americani vanno rapidamente avanti. Il numero di coloro che sono emigrati in America nell’ultimo anno è stato di circa 250 mila, in Brasile di circa 170 mila, nel Canada più di 200 mila, in totale 620 mila.

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